Lo stato di salute della popolazione

5.2. Zoonosi

Le zoonosi sono malattie trasmissibili dagli animali all’uomo e viceversa. Per la brucellosi bovina, bufalina e ovicaprina e per la tubercolosi bovina esistono piani di eradicazione al fine di raggiungere e mantenere la qualifica di allevamenti ufficialmente indenni. I dati del 2012 continuano a dimostrare, rispetto agli anni precedenti, una conduzione del programma di eradicazione soddisfacente nelle Regioni del Nord e Centro Italia.

Anche nelle Regioni in cui la prevalenza è ancora alta e soggette all’OM del 9 agosto 2012 il trend di diminuzione è positivo. Nell’uomo i casi di brucellosi notificati in Italia sono diminui­ti dalla fine degli anni Novanta. Per la West Nile disease dal 2010 è attiva efficacemente una sorveglianza speciale che integra la parte umana e veterinaria.

La sorveglianza umana si applica tutto l’anno sui casi importati e dal 15 giugno al 30 novembre di ogni anno sui casi autoctoni. La sorveglianza veterinaria è effettuata in specifiche aree geografiche e in quelle a rischio di diffusione per la presenza di uccelli migratori e di particolari condizioni ambientali. La sorveglianza passiva sui casi clinici sospetti di malattia negli equidi è eseguita sull’intero territorio nazionale. La trichinellosi si manifesta per ingestione di carni crude o poco cotte o di insaccati non stagionati di suini (domestici e selvatici), carnivori o equini; le recenti epidemie suggeriscono, tuttavia, che i “Piani di controllo sui selvatici” applicati in ambito regionale non offrano garanzie per la sicurezza alimentare del consumatore di prodotti derivanti dall’attività venatoria.

Il piano di controllo della rabbia silvestre in alcune aree del Nord-Est si è concluso agli inizi del 2013 a seguito della riacquisizione da parte dell’Italia dello status di Paese indenne da rabbia, anche se è stata mantenuta un’area di vaccinazione lungo tutto il confine sloveno per impedire l’eventuale reintroduzione di animali infetti provenienti dall’Est Europa. L’Italia sta effettuando con gli altri Stati membri dell’UE un piano comunitario di sorveglianza e controllo della salmonellosi nelle specie avicole con misure sanitarie da adottare in gruppi di animali dove si è riscontrata positività alle salmonelle rilevanti per la salute pubblica durante accertamenti in autocontrollo o a seguito di controlli ufficiali.



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