Lo stato di salute della popolazione

3.1. Infortuni sul lavoro

L’evoluzione del quadro normativo riguardante la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha decisamente contribuito alla diffusione della cultura della sicurezza, enfatizzando il ruolo dell’informazione e della formazione, fattore determinante per il consolidamento del costante calo del numero di infortuni e di morti sul lavoro registrato negli ultimi anni.

I dati delle denunce di infortunio relativi al 2012, sia pure condizionati dal peso della crisi internazionale che ha comportato riduzione sia del numero degli occupati sia delle ore complessivamente lavorate, mostrano una contrazione del numero di denunce di infortuni e del numero dei morti sul lavoro, rispetto al precedente anno, pari al 9% e al 6%.

Sebbene percentualmente la riduzione degli infortuni per le lavoratrici sia risultata inferiore, essendosi ridotta mediamente del 5,1% con una riduzione per i lavoratori che ha raggiunto il 10,72% , per gli infortuni mortali le percentuali risultano invertite, essendo calati nel 2012 per le donne del 26,74% e per gli uomini del 2,84%.

Tra i settori più esposti a rischio di infortuni, il settore edilizia, con 48.319 denunce nell’anno 2012 e 157 decessi sul lavoro, si è confermato come il settore a maggiore rischio di infortuni, anche per quelli con esito mortale.

Il calo più significativo del fenomeno infortunistico ha interessato in particolare il comparto manifatturiero e le costruzioni, in misura minore i trasporti e il commercio; complessivamente il tasso infortunistico del nostro Paese è risultato essere in linea o poco al di sotto del tasso medio europeo.



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