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Lo stato di salute della popolazione

2.6. Malattia renale cronica

La malattia renale cronica, definita come "una condizione di alterata funzione renale che persiste per più di 3 mesi", interessa prevalentemente la popolazione adulta. Attraverso la misura del volume del filtrato glomerulare (VFG) la malattia renale cronica è classificata in 5 stadi che terminano al quinto stadio con la perdita completa della funzione renale (end stage renal disease, ESRD) e con la necessità di terapia sostitutiva: dialisi o trapianto. Circa 8.000 pazienti/anno iniziano una terapia sostitutiva e di loro solo un sesto ha accesso al trapianto renale. La malattia renale cronica si associa a un aumento del rischio cardiovascolare dovuto all’elevata prevalenza dei fattori di rischio tradizionali (età avanzata, ipertensione, diabete, obesità e dislipidemia) e alla presenza di fattori specifici della malattia renale.

In Italia lo studio CARHES (Cardiovascular risk in Renal patients of the Italian Health Examination Survey), condotto su campioni rappresentativi (4.077 individui) della popolazione generale italiana di età compresa tra 35 e 79 anni, ha calcolato una prevalenza di malattia renale cronica di 8,1% negli uomini e 7,8% nelle donne, con leggere differenze per macroaree geografiche. Tali percentuali suggerirebbero la presenza nel nostro Paese di 2,5-3 milioni di soggetti con malattia renale cronica. Le persone con malattia renale cronica mostrano una prevalenza maggiore di ipertensione, diabete e obesità.

La prevenzione della malattia renale cronica progressiva e quindi dell’ESRD si identifica con la diagnosi precoce attuabile con l’impiego di esami semplici e poco costosi: creatininemia e/o esame delle urine per il dosaggio della proteinuria. È stato dimostrato che la diagnosi precoce e una corretta terapia, come anche l’educazione terapeutica, possono prevenire e/o ritardare la progressione della malattia renale verso l’ESRD. Particolare importanza ha inoltre la presa in carico precoce del paziente con malattia renale cronica, che rallenta la progressione della malattia riducendo il numero di terapie sostitutive e dei trapianti. Sotto questo aspetto è fondamentale un registro per la malattia renale cronica.

Ai fini della prevenzione della malattia renale cronica il Ministero della salute, con le Società scientifiche, il Centro Nazionale Trapianti, i medici di medicina generale e le associazioni dei pazienti, ha istituito un tavolo di lavoro che ha prodotto il “Documento di indirizzo per la malattia renale cronica” che è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 5 agosto 2014.



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