Lo stato di salute della popolazione

4.4. Salute degli immigrati

La popolazione straniera residente in Italia nel 2013 è stimata in 4.900.000 (8,2%). Tra il 2003 e il 2009 la mortalità standardizzata per età (18-64 anni) è stata in calo e inferiore a quella della popolazione italiana per tutte le principali cause, tranne che per le cause esterne di morbosità e mortalità (che includono i decessi legati agli infortuni sul lavoro).

La mortalità neonatale e infantile dei Paesi africani e asiatici è superiore a quella degli italiani, più elevata nel Sud rispetto alla media nazionale.

L’ospedalizzazione da parte degli stranieri provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) è inferiore rispetto alla popolazione italiana, specialmente tra gli uomini. Fanno eccezione i ricoveri per malattie infettive parassitarie e i ricoveri per complicazioni della gravidanza, parto e puerperio.

Nel 2012 il 15% dei nati aveva entrambi i genitori stranieri, il 20% almeno un genitore straniero (107.000). Le donne straniere hanno peggiori indicatori di assistenza in gravidanza e maggiori difficoltà a proseguire con l’allattamento al seno.

Nel 2011 un terzo delle IVG ha riguardato cittadine straniere (34.000); i tassi di abortività sono 3-4 volte superiori a quelli delle italiane.

L’incidenza di tumori attraverso i dati di registri locali (Toscana e Piemonte) evidenzia valori più bassi tra gli stranieri provenienti da PFPM rispetto agli italiani e agli stranieri provenienti da Paesi a sviluppo avanzato, per quasi tutte le sedi tumorali, tranne per i tumori di origine virale (fegato e cervice uterina).

Non si evidenziano differenze rilevanti per quanto riguarda l’attività fisica, l’obesità, l’alimentazione, l’abitudine al fumo, il consumo di alcol. La salute percepita risulta migliore tra gli stranieri: il 77% fornisce una valutazione positiva contro il 68% degli italiani. Risulta invece più alta tra gli stranieri la percezione di subire un infortunio sul lavoro (32% vs 26% tra gli italiani).

Si osservano livelli più bassi di copertura tra gli stranieri per gli screening cervicali, mammografici e per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, principalmente per i test al di fuori delle campagne di screening organizzato (indagine PASSI).

In Italia sono stati istituiti sistemi di sorveglianza speciali per alcune malattie infettive di particolare importanza, per raccogliere informazioni più dettagliate e tempestive rispetto al sistema routinario di notifica.

Infine, a seguito dello straordinario afflusso di migranti provenienti da diversi Stati del Nord-Africa sulle nostre coste tra il 2010 e 2011, è stato realizzato un sistema di sorveglianza epidemiologica volto a rilevare precocemente eventuali emergenze sanitarie.



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