Lo stato di salute della popolazione

4.1. Salute materna e neonatale

La popolazione femminile residente in Italia nel 2013 è in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Tale variazione è da attribuirsi esclusivamente all’aumento del numero delle donne straniere, che rappresentano il 7,6% del totale delle donne residenti.

Il numero delle donne in età riproduttiva conferma il trend decrescente già registrato da diversi anni. Continua a salire l’età media delle donne che si sottopongono a cicli di procreazione medicalmente assistita (PMA) e i dati relativi alle tecniche di PMA confermano in parte il trend degli anni precedenti: aumenta il numero di coppie trattate, i cicli iniziati e le gravidanze ottenute. Diminuisce il numero dei bambini nati vivi, si riducono significativamente i parti trigemini, aumenta la quota di gravidanze perse al follow-up.

Il numero assoluto dei casi di abortività spontanea è diminuito lievemente rispetto all’anno precedente. L’età avanzata della donna risulta essere un fattore associato a un rischio di aborto spontaneo più elevato.

I dati rilevati dal flusso informativo CeDAP, relativi all’anno 2010, confermano un’eccessiva medicalizzazione e un sovrautilizzo delle prestazioni diagnostiche nella gravidanza fisiologica. Si fa un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica: il 37,5% dei parti avviene con taglio cesareo e le percentuali più elevate si registrano in Puglia, Campania e Sicilia. Il maggior numero dei parti avviene negli Istituti di cura pubblici. Il 67,9% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Il 7,1% dei parti ha luogo ancora in strutture che accolgono meno di 500 parti annui.

Uno studio condotto dall’OMS in 22 Paesi, tra cui l’Italia, indica che l’assunzione di farmaci interessa l’86% delle donne in gravidanza. Sussiste ancora la percezione erronea di un principio di causa-effetto tra l’uso di un farmaco e la comparsa di effetti teratogeni sul feto. Nel biennio 2012-2013, l’AIFA, in collaborazione con le Università degli Studi di Ancona, Padova e Siena e con i massimi esperti del settore, ha proceduto alla revisione della principale letteratura scientifica internazionale sull’efficacia e la sicurezza delle terapie farmacologiche nella donna in gravidanza e in allattamento.

Le morti materne, sottostimate nel nostro Paese così come in diversi Paesi socialmente avanzati, potrebbero essere evitate nel 50% dei casi circa, grazie al miglioramento degli standard assistenziali.

Le interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), nel 2012, sono ancora in diminuzione (meno 4,9%), così come pure il tasso di natalità che, nel 2012, è stato pari a 8,9 nascita per 1.000 abitanti, con un totale di 534.186 nati vivi (meno 12.000 rispetto al 2011).

Il tasso di mortalità infantile nel 2011 è stato di 2,9 bambini ogni 1.000 nati vivi, per quanto riguarda i bambini residenti italiani. La nascita di neonati con segni clinici o anamnestici indicativi di patologie fetali e neonatali che richiedono ricovero neonatale in UTIN (Unità di Terapia Intensiva Neonatale) deve essere garantita in centri nascita dotati di UTIN, che nel 2012 in Italia sono 136, con un bacino d’utenza inferiore ai 4.000 nati vivi.



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