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Il SSN: livelli di governo e politiche

3.6. Attività internazionale nell'ambito della sicurezza degli alimenti e della veterinaria

L’attività internazionale nell’ambito della sicurezza degli alimenti e della veterinaria si concretizza, da una parte, con la collaborazione con gli Organismi internazionali e la partecipazione ai lavori in sede di UE e, dall’altra, con la negoziazione di accordi sanitari con le Autorità dei Paesi terzi per favorire l’esportazione di animali e di prodotti alimentari sui mercati internazionali.

Ai fini della protezione della salute del consumatore italiano e della sicurezza del nostro patrimonio zootecnico il Ministero e i 10 Istituti Zooprofilattici Sperimentali hanno firmato, nel maggio 2013, un Accordo di collaborazione con l’OIE (Office International des Epizooties) finalizzato a potenziare l’attività di sorveglianza nella sanità animale e i programmi di sicurezza degli alimenti, in particolare nell’area mediterranea.

Riguardo al controllo delle malattie animali nel 2012 il Global Steering Committee del GF-TADs (Global Frameworks for the Progressive Control of Transboundary Animal Diseases), a cui il nostro Paese partecipa come finanziatore del Fondo Mondiale dell’OIE, ha adottato un piano d’azione quinquennale che prevede, tra le altre cose, una forte spinta alla già ricordata campagna di eradicazione nei confronti dell’afta epizootica, nonché un proseguimento della lotta alla peste dei piccoli ruminanti, alla rabbia e alla febbre della valle del Rift. Anche il GF-TADs della Regione Europa ha adottato il suo piano d’azione quinquennale puntando in particolare sulla lotta alla peste suina africana, che rappresenta una grande preoccupazione per l’UE considerata la presenza della malattia in Russia e nel Caucaso.

Sempre grazie alla partecipazione al Fondo Mondiale dell’OIE, il nostro Paese ha fornito un importante contributo all’attività di REMESA (REseau MEditerranéen de Santé Animale) sostenendo il Centro sub-regionale africano di Tunisi e proteggendo così i nostri confini meridionali dalle insidie provenienti dalla costa nord dell’Africa e legati anche ai flussi migratori.

A livello europeo occorre sottolineare il ruolo ricoperto dalla European Food Safety Authority (EFSA) nella valutazione del rischio relativo alla sicurezza degli alimenti, dei mangimi e della salute e benessere degli animali. Nel periodo 2012-2013 l’EFSA ha adottato oltre 1.000 tra valutazioni e pareri e, per confrontare e condividere le esperienze fra gli esperti nazionali e quelli di EFSA, il Ministero della salute ha organizzato vari workshop sia a Parma sia a Roma.

Il Dipartimento, nel campo della cooperazione tecnica e della negoziazione di certificati sanitari, nel periodo 2012-2013 ha firmato 2 nuovi Accordi di cooperazione nel settore veterinario (Libano e Mongolia), definito 65 nuovi certificati sanitari e modificati/aggiornati 37 certificati sanitari già esistenti, tutti puntualmente pubblicati sul sito del Ministero.

Infine, un sicuro aumento dell’export italiano è stato conseguito grazie a due importanti risultati raggiunti: il nostro Paese è stato riconosciuto dall’OIE come Paese a “rischio trascurabile” per l’encefalopatia spongiforme bovina (bovine spongiform encephalopathy, BSE) e il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della macroregione del Nord dell’Italia come zona indenne da malattia vescicolare del suino.



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