Il SSN: livelli di governo e politiche

1.4. Ricerca sanitaria

Nel nostro Paese, negli ultimi tre anni si è cercato di analizzare la qualità delle proposte di ricerca avanzate dalla base e si è data anche molta importanza alla risorsa “ricercatore” prima confuso nell’Istituzione. Ora si dovrà incidere sulle strategie individuando tematiche prioritarie, facendo però in modo che queste coincidano con le eccellenze produttive e/o accademiche dei territori.

Il sostegno e lo sviluppo della ricerca devono puntare alla scoperta di nuove opportunità per la persona e per la società, ivi compresa la parte produttiva, utilizzando la leva “meritocratica” per la selezione trasparente dei progetti.

Pertanto è necessario:

  • riqualificare la spesa destinata alla ricerca sanitaria, implementando il sistema di selezione dei migliori progetti di ricerca presentati;
  • sviluppare ulteriormente progetti di ricerca che prevedano la collaborazione di ricercatori italiani residenti all’estero;
  • favorire il coordinamento dei diversi attori pubblici impegnati nel settore, a vantaggio dell’efficienza nell’uso delle risorse e della crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), con lo snellimento delle procedure burocratiche e la concentrazione degli investimenti stessi;
  • favorire la partecipazione della Rete della ricerca sanitaria italiana ai progetti finanziati con i fondi dell’Unione Europea;
  • rafforzare le strutture di eccellenza presenti sul nostro territorio, preparando il SSN ad affrontare la competizione europea in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera;
  • introdurre criteri di classificazione degli IRCCS che tengano conto delle caratteristiche di ricerca e assistenza di questi Istituti;
  • promuovere e sostenere forme di collaborazione a livello nazionale e internazionale;
  • creare reti tematiche per lo sviluppo delle aree di ricerca e assistenza;
  • immaginare la sanità del futuro per implementare le tematiche di ricerca e far trovare pronto il Paese ai cambiamenti;
  • diffondere i risultati raggiunti al fine di favorire la loro traslazione nella pratica clinica.

Il sostegno alla ricerca passa anche attraverso il coinvolgimento di quei soggetti che fanno parte della più ampia comunità sanitaria (come le università, gli IRCCS pubblici e privati, i fornitori, i produttori ecc., in sostanza tutto ciò che “vive” per offrire servizi o conoscenza o elementi materiali al SSN). La ricerca deve essere l’architrave dove si deve poggiare il SSN per la sua qualità, sostenibilità e previsione.

Questo comporta delle sfide e alcune potranno essere:

  • trasferimento in tempi rapidi dei risultati delle ricerche alla pratica clinica e all’assistenza sanitaria;
  • appropriatezza delle cure ed esigenza di servizi efficienti facilmente accessibili e ciò per rispettare l’equità;
  • eticità della ricerca e capacità di comunicare la “scienza” ai cittadini.

La strada percorribile è quella di un patto nuovo in Italia, dove Stato, Regioni, università, centri di ricerca e imprese individuino le strategie e le procedure per creare sinergie virtuose e determinare le condizioni per la maturazione e crescita del Paese tutto.



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