Sei in: Home > Le risposte del SSN > 7. La prevenzione in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare > 7.1. Autorità italiana per la sicurezza alimentare

Le risposte del SSN

7.1. Autorità italiana per la sicurezza alimentare

Le crisi alimentari che, all’inizio del secolo, hanno colpito i Paesi europei in seguito ad alcune emergenze hanno fatto sì che nell’intera UE sia iniziata un’approfondita riconsiderazione della politica in materia di sicurezza alimentare ed è stata rivisitata l’intera regolamentazione normativa, introducendo il concetto di separazione delle funzioni di gestione da quelle di valutazione del rischio alimentare. Su tale principio fondamentale si basa il cosiddetto “pacchetto igiene”, che rappresenta un insieme di norme che perseguono l’obiettivo di garanzia di un elevato livello di tutela della salute umana. Di questo insieme di norme il Regolamento CE n. 178/2002 ne rappresenta il pilastro principale.

Un altro elemento di innovazione è rappresentato dal coinvolgimento e dalla consultazione dei consumatori nel processo decisionale fondato sulle evidenze scientifiche valutate da Istituzioni indipendenti.

È con questo presupposto che, con il Regolamento n. 178/2002, è stata istituita la European Food Safety Authority (EFSA).

Con gli obiettivi fissati dalla nuova regolamentazione, l’EFSA, le Istituzioni europee e gli Stati membri si sono impegnati, nel corso degli anni, ad adottare misure appropriate ed efficaci – basate sull’analisi del rischio (nelle sue componenti: valutazione, gestione e comunicazione) – che mirano alla tutela della salute attraverso una valutazione del rischio fondata su indipendenza, obiettività e trasparenza e sulle informazioni e sui dati scientifici disponibili.

L’EFSA garantisce la necessaria assistenza scientifica e tecnica alle Istituzioni europee competenti in materia di gestione del rischio nella catena alimentare e rappresenta il punto di riferimento scientifico, la cui indipendenza nella valutazione, nell’informazione e nella comunicazione del rischio medesimo concorre a conseguire la fiducia dei consumatori.

L’Autorità europea è stata espressamente chiamata ad agire in stretta collaborazione con gli organi nazionali con funzioni analoghe a quelle della medesima Autorità.

In l’Italia, l’esigenza di concretizzare la prevista collaborazione si è realizzata nel 2006 con l’istituzione del Segretariato nazionale per la valutazione del rischio nella catena alimentare, inserito nel Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza alimentare, nel cui ambito sono state organizzate le funzioni di valutazione, di gestione e di comunicazione del rischio.

Nello stesso Dipartimento è stato istituito il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) che fornisce consulenza tecnico-scientifica a tutte le amministrazioni che si occupano di gestione del rischio e che rappresenta l’organismo nazionale di riferimento che si interfaccia con l’EFSA.

Con il DPR n. 108 dell’11 marzo 2011, recante il regolamento di organizzazione del Ministero della salute, l’attribuzione di tali competenze è stata confermata al Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute, che comprende, oltre alla Direzione generale per la sanità animale e del farmaco veterinario, alla Direzione generale per l’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, deputate alla gestione del rischio, anche la neo-istituita Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute, nel cui ambito opera il CNSA con specifiche funzioni di valutazione del rischio nella catena alimentare.

Il CNSA collabora con l’EFSA ed è deputato all’emanazione di pareri scientifici in materia di sicurezza alimentare su richiesta delle Amministrazioni centrali italiane e delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano.

Il menzionato Comitato è nominato con decreto del Ministro della salute ed è composto da esperti di comprovata esperienza scientifica ed elevata professionalità nelle materie attinenti alla valutazione del rischio nella catena alimentare.

Nel corso degli anni 2012 e 2013, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, ricostituito con decreto ministeriale del 18 marzo 2011, ha emesso i pareri concernenti i seguenti argomenti:

  • Energy drinks e bevande alcoliche”;
  • “Allergie alimentari e sicurezza dei consumatori”;
  • “Rischio legato al riscontro di torio in alimenti di origine animale”;
  • “Parere sulla proposta di modernizzazione dell’ispezione delle carni suine”;
  • “Consumo umano di carni di ovini e caprini provenienti da focolai di EST (encefalopatie spongiformi trasmissibili)”;
  • “Problematiche relative al favismo”;
  • “Revisione dei criteri di sorveglianza della BSE sui capi regolarmente macellati”;
  • “Problematiche Aflatossina M1 nei formaggi – Applicabilità dei coefficienti di trasformazione in equivalente latte (All. 2, DM 31 luglio 2003 del Ministero delle politiche agricole e forestali)”.

Per completare l’assetto delle funzioni in materia di valutazione del rischio della catena alimentare, è stata costituita la Consulta delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare.

A detta Consulta è assegnato il compito di favorire lo scambio di informazioni tra le associazioni dei consumatori e dei produttori, al fine di facilitare le capacità di scelta del cittadino per un consumo consapevole e una dieta corretta e di contribuire alle iniziative di comunicazione disposte dagli organi competenti.



TAG: Sicurezza alimentareVeterinari