Le risposte del SSN

1.2. "Guadagnare Salute"

Un minore benessere della popolazione comporta ricadute economiche su individui e famiglie, costi sempre maggiori per il settore sanitario e perdita di produttività per la società.

La promozione della salute e la prevenzione di patologie croniche non trasmissibili richiedono una strategia mirata sui determinanti che la influenzano positivamente o negativamente e che comprendono sia fattori non modificabili (sesso, età, genetica), sia fattori sociali, economici o legati allo stile di vita, influenzati da decisioni politiche di settori diversi.

In Italia, i fattori di rischio modificabili (fumo, abuso di alcol, sovrappeso/obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà) si distribuiscono in maniera molto differente tra la popolazione; la sfida più impegnativa è assicurare le potenzialità e i requisiti della salute, non soltanto attraverso gli stili di vita e l’offerta di prestazioni sanitarie, ma soprattutto attraverso la qualità degli ambienti e delle condizioni di vita e di lavoro, per consentire il superamento delle diseguaglianze causate, in particolare, dai determinanti sociali, ovvero da condizioni socioeconomiche in cui vivono determinati strati della popolazione.

Con il programma “Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari” (DPCM 4 maggio 2007), l’Italia ha attivato una strategia globale che delinea la necessità di nuove alleanze per promuovere lo sviluppo umano, la sostenibilità e l’equità, nonché per migliorare la salute, secondo i principi della “Salute in tutte le politiche”.

Il Ministero della salute svolge un ruolo di leadership per rafforzare l’ancora debole cultura dell’“intersettorialità” e dare supporto alle Regioni, anche in considerazione degli obiettivi del nuovo PNP, in corso di definizione. Uno degli elementi fondamentali per l’attuazione di politiche intersettoriali di promozione della salute è, infatti, l’attiva partecipazione delle Regioni che, titolari istituzionali delle competenze in tema di salute, nei propri PRP sviluppano le linee strategiche nazionali attraverso il coinvolgimento delle comunità interessate. Il ruolo trainante e strategico (advocacy) rivestito dall’Istituzione sanitaria centrale nei confronti di altri interlocutori istituzionali e non, ha consentito di inaugurare e consolidare, attraverso la stipula di Protocolli d’Intesa, proficue collaborazioni con interlocutori istituzionali e non di diversi settori (Dipartimento per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, CONI, associazioni sportive, associazioni di produttori e distributori di alimenti ecc.), favorendone l’implementazione in alcuni contesti regionali.

Per indurre modifiche stabili ed evidenti dell’ambiente di vita dei cittadini e concorrere così a “facilitare le scelte salutari”, in diverse Regioni sono stati sperimentati, attraverso progetti promossi CCM, interventi preventivi caratterizzati da un approccio trasversale ai fattori di rischio e dalla leadership delle Aziende sanitarie.

Al fine di raggiungere sia un obiettivo conoscitivo per la diffusione delle informazioni sui fattori di rischio per la salute, sia un obiettivo comportamentale per l’attivazione di processi di empowerment atti a favorire comportamenti salutari per l’individuo e la collettività, sono state sviluppate iniziative di comunicazione, basate su un approccio partecipativo, che hanno raggiunto in modo capillare popolazione generale e target specifici, ma anche operatori sanitari e non sanitari, utilizzando in modo integrato e sinergico strumenti di comunicazione differenziati per target.

Sulla scorta dell’esperienza e del percorso avviato dal programma “Guadagnare Salute” la sanità sta lentamente e gradualmente virando da un modello basato esclusivamente sull’erogazione della prestazione (anche a livello dei servizi di prevenzione) a quello capace di promuovere in maniera proattiva la salute sul territorio come “valore in tutte le politiche” e risorsa di vita quotidiana. È necessario proseguire in un’ottica di consolidamento dell’approccio multi-stakeholder, nell’ambito del quale le Regioni, in particolare, devono ulteriormente sviluppare l’opportunità di un’azione locale partecipata per “facilitare le scelte salutari”, quali istituzioni “prossime” ai cittadini, costruendo rapporti stabili e innovativi con la comunità locale.



TAG: Piani sanitariPrevenzione