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Le risposte del SSN

1.1. Attuazione del Piano Nazionale della Prevenzione

Il PNP 2010-2013, adottato con Intesa Stato-Regioni 29 aprile 2010 e prorogato al 2013 dall’Accordo Stato-Regioni 7 febbraio 2013, ha individuato quattro macroaree di azione: medicina predittiva, prevenzione universale, prevenzione nella popolazione a rischio, prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia. Per ogni macroarea sono state definite una o più linee di intervento generale, affidate alla programmazione regionale mediante i Piani Regionali della Prevenzione (PRP). Al Ministero, in linea con il modello di governance compartecipata assunto dal Piano, è stato affidato il compito di accompagnare il percorso regionale attraverso l’espressione di una serie di funzioni di supporto (Azioni centrali prioritarie adottate con DM 4 agosto 2011) e di certificare presso il Comitato LEA l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi previsti dai PRP, per le finalità di cui all’Intesa 23 marzo 2005 (accesso a un quota vincolata del Fondo Sanitario Nazionale).

Nel complesso la programmazione regionale si è maggiormente focalizzata sulla promozione e la sorveglianza di stili di vita salutari, secondo l’approccio multifattoriale, life-course e trasversale raccomandato per il contrasto delle malattie croniche, con la finalità di incidere sia sull’alto rischio (in modo da portarlo al livello più basso possibile), sia sul basso rischio (affinché lo si annulli, ovvero affinché permanga tale nel corso della vita).

Tra i punti di forza del Piano, la condivisione di una metodologia di pianificazione, basata sull’analisi dei profili di salute e quindi declinata nei contesti regionali e locali, è stata percepita come una buona pratica da mantenere nel futuro e migliorare attraverso una programmazione più integrata e più riconducibile al sistema. Tra le criticità, il monitoraggio degli interventi e la valutazione dei risultati rappresentano un ambito su cui concentrare gli sforzi futuri, attraverso un più sistematico utilizzo di dati e flussi correnti e una maggiore sinergia tra il livello regionale e quello locale.



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