Le risposte del SSN

5.3. Stati vegetativi

In questi ultimi tempi è maturata una nuova concezione della persona in condizione di Stato Vegetativo (SV) o in Stato di Minima Coscienza (SMC) che raggiunge la stabilità clinica (fase degli esiti), secondo la quale è considerata persona con “Gravissima Disabilità”, pertanto diviene indispensabile prevedere soluzioni assistenziali integrate sia al proprio domicilio, sia presso strutture extra-ospedaliere dedicate. In tale ottica, l’Accordo Stato-Regioni del 5 maggio 2011 con il documento “Linee di indirizzo per l’assistenza alle persone in Stato Vegetativo e Stato di Minima Coscienza” ha sottolineato la necessità di definire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali omogenei basati sull’appropriatezza e sulla centralità delle persone in SV e SMC e delle loro famiglie. Inoltre, l’Accordo Stato-Regioni del 22 novembre 2012 sugli Obiettivi di Carattere Prioritario e di Rilievo Nazionale ha riconfermato la linea progettuale “Promozione di modelli organizzativi assistenziali ai pazienti in Stato Vegetativo e di Minima Coscienza nella fase di cronicità” e ha introdotto un vincolo di 20 milioni di euro per progetti che assicurino la presa in carico delle persone in SV e SMC nella fase degli esiti.

Dall’analisi delle SDO relative all’anno 2012 per i pazienti con codice 780.03 (“Stato Vegetativo persistente” ICD-9-CM), è emerso che il numero totale dei dimessi, nel corso del 2012, è stato complessivamente di 1.554, con una predominanza del genere maschile (885) rispetto a quello femminile (669). La fascia di età maggiormente rappresentata è quella dai 45 ai 64 anni, con una maggiore prevalenza per il sesso maschile (310) rispetto a quello femminile (167). Segue la fascia degli ultrasettantacinquenni, con un totale di 389 persone, maggiormente rappresentata dal genere femminile (235). La modalità di dimissione più riscontrata risulta essere quella “ordinaria a domicilio”, con 527 pazienti (pari al 33,9%), cui fa seguito la “dimissione ordinaria presso Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA)” con 277 pazienti (17,8%).



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