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Qualità del sistema

2.5. La nuova direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali

La Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali già regolamentava la circolazione dei lavoratori e l’impiego di professionisti provenienti da tutti gli Stati membri, ma il Parlamento europeo con la Direttiva 2013/55UE è intervenuto nuovamente per semplificare alcuni aspetti della precedente Direttiva; gli Stati membri hanno tempo fino al 18 gennaio 2016 per conformarsi.

Si tende a consolidare un sistema di riconoscimento reciproco tra Stati delle qualifiche professionali, a dare chiarezza e uniformità al percorso di studi per il conseguimento delle stesse, a rafforzare il mercato interno e a promuovere la libera circolazione dei professionisti, si introduce la tessera professionale europea, da cui vengono escluse le professioni legali regolamentate in base alle Direttive 77/249/CEE e 98/5/CE.

Necessario presupposto per una corretta e veloce erogazione della tessera è l’utilizzo del sistema IMI (International Market Information), strumento informatico multilingue per la rapida cooperazione tra Stati membri, nato in relazione agli obblighi derivanti dalla Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e ampliata in virtù della Direttiva 2006/123/CE.

Tra i tanti punti focali, la Direttiva 2013/55UE tende a favorire la mobilità dei medici specializzandi, si sofferma sulla professione infermieristica e sull’ostetrica, pone l’accento sul fatto che i quadri comuni di formazione (European Qualification Framework, EQF) includono anche specializzazioni che per ora non beneficiano del riconoscimento automatico, auspica che sia sempre assicurato un elevato livello di protezione della salute pubblica e della sicurezza dei pazienti.

I requisiti minimi della formazione delle professioni settoriali (medico, infermiere, odontoiatra, veterinario, ostetrica, farmacista) sono stati rivisti anche in termini di conoscenze e abilità, nonché sono stati considerati anche i crediti ECTS (European Credit Transfer and Accumulation System) e le ore di studio, per esempio per la formazione minima di medico si è passati da 6 a 5 anni, pari ad almeno 5.500 ore spendibili anche in crediti ECTS; il “quadro comune di formazione”, poi, permetterà il riconoscimento automatico delle professioni inserite in tale documento che la Commissione Europea elaborerà con gli Stati membri.

Da sottolineare il meccanismo di allerta specifico per le professioni sanitarie, la trasformazione degli attuali punti di contatto nazionali in centri di assistenza ai cittadini con possibilità di accesso fisico e la procedura di notifica da parte di ogni Stato membro del rilascio dei titoli di formazione a riconoscimento automatico sempre attraverso il sistema IMI.



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