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Qualità del sistema

7.6. Piani di rientro e monitoraggio formale e di sistema

Con la legge n. 311/2004 nascono i Programmi operativi di riorganizzazione, riqualificazione o potenziamento del Servizio sanitario regionale (di seguito Piani di rientro). Il Piano di rientro individua gli interventi necessari per il perseguimento dell’equilibrio economico nel rispetto dei LEA. I primi Accordi sono stati siglati nell’anno 2007. Le Regioni oggi in Piano di rientro sono: Lazio, Campania, Sicilia, Abruzzo, Molise, Calabria, Puglia e Piemonte.

Nell’anno 2013 il legislatore ha consentito alle Regioni che non hanno raggiunto gli obiettivi strutturali previsti dai Piani di rientro di proseguire con i Programmi Operativi.

Per il triennio 2013-2015, tutte le Regioni, coadiuvate dal Ministero della salute, anche attraverso Incontri tecnici di affiancamento, hanno presentato i Programmi Operativi.

Nella prospettiva di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle reti assistenziali, importanti sono state le ricadute sull’attuazione degli obiettivi dei Piani di rientro a seguito del decreto legge n. 95/2012.

Importante novità per il biennio 2012-2013 è stata la possibilità di deroga al blocco del turn-over introdotta con l’art. 4-bis del decreto legge n. 158/2012. A tal fine il Ministero della salute ha elaborato una metodologia di definizione del fabbisogno di personale nelle strutture ospedaliere che consente di valutare la fondatezza delle richieste di deroga e per la corretta assegnazione di personale di nuova assunzione. Nel 2014 solo la Regione Campania ha completato correttamente l’iter e con due decreti interministeriali ha ottenuto l’autorizzazione a procedere a 251 assunzioni di personale.

La verifica dell’attuazione del Piano di rientro viene effettuata, con periodicità trimestrale e annuale, dal Tavolo degli adempimenti del Ministero dell’economia e finanze e il Comitato per la verifica dell’erogazione dell’assistenza in condizioni di efficienza e appropriatezza del Ministero della salute.

I provvedimenti regionali di spesa e di programmazione sanitaria, aventi impatto sul Servizio sanitario regionale indicati nel Piano di rientro, sono trasmessi al Ministero della salute, che di concerto con il Ministero dell’economia esprime una valutazione in merito. Il Ministero della salute effettua non solo un monitoraggio formale dei provvedimenti predisposti ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti dai Piani stessi, ma verifica il raggiungimento sostanziale degli obiettivi in termini sia di salute sia di riorganizzazione dei servizi sanitari.

Il monitoraggio dei Piani di rientro nel periodo 2007-2012 ha evidenziato un buon raggiungimento degli obiettivi economici, salvo qualche eccezione, mentre non sono stati altrettanto visibili i processi di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, che comunque necessitano di periodi di tempo più ampi per evidenziare modifiche strutturali di rilievo.

Il Ministero della salute verifica puntualmente lo stato di erogazione dei LEA nelle Regioni in Piano di rientro, affinché non vengano meno i principi di equità, efficacia e appropriatezza dell’assistenza sanitaria anche quando le finalità economiche sono perseguite con tagli e limitazioni di risorse lineari.



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