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I determinanti della salute

1.8. Prodotti chimici

La sicurezza dei prodotti chimici è un tema di grande complessità che interessa molteplici settori quali le intossicazioni e le emergenze di diverso tipo correlate alle sostanze estremamente preoccupanti (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione, sostanze persistenti, bioaccumulabili, interferenti endocrini, sensibilizzanti), la prevenzione degli incidenti, la sicurezza nei luoghi di lavoro, fino alla sicurezza generale dei prodotti. La gestione delle sostanze chimiche in Italia è parte del più ampio sistema dell’UE emanato nel 2006 con il Regolamento (CE) n. 1907/2006 denominato regolamento REACH, che istitui­sce un sistema integrato di registrazione, di valutazione, di autorizzazione e di restrizione delle sostanze chimiche. Lo scopo del regolamento REACH è assicurare la protezione della salute umana e dell’ambiente, mantenendo la competitività e rafforzando lo spirito di innovazione dell’industria chimica europea. Al regolamento REACH si affianca il Regolamento (CE) n. 1272/2008 e riguardante la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche.

Per quanto riguarda la rilevazione degli incidenti che implicano esposizioni umane ad agenti chimici e degli effetti clinici associati, già a partire dal 2006 è stato implementato il Sistema Informativo Nazionale per la Sorveglianza delle Esposizioni Pericolose e delle Intossicazioni (SIN-SEPI), basato sui casi esaminati dai Centri Antiveleni. La maggior parte delle esposizioni è stata di tipo accidentale (94%, 46.311). Circa il 46% dei casi esposti (24.191) è risultato di età inferiore ai 6 anni. Le categorie di agenti più frequentemente rilevate hanno compreso: prodotti per la pulizia di uso domestico (32%, 15.823), antiparassitari (biocidi e fitosanitari) [9%, 4.479], corpi estranei/giocattoli (9%, 4.387), cosmetici/cura della persona (8%, 4.086). Per il 41% (20.196) dei casi è stato rilevato almeno un effetto clinico associabile all’esposizione.

Considerazioni di preoccupazione emergono anche dall’incremento dell’uso di nanomateriali. Se da una parte il rapido sviluppo delle nanotecnologie dell’ultimo decennio apre nuovi orizzonti nell’applicazione di nanomateriali in vari settori produttivi industriali, dall’altra può presentare rischi per la salute degli operatori, dei consumatori e per l’ambiente; si dispone, infatti, di pochi dati attendibili riguardo alla tossicologia ed ecotossicologia degli stessi, al comportamento in sede di emissione e di diffusione nell’ambiente, nonché alla loro sicurezza d’uso.



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