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I determinanti della salute

1.7. Clima

In Europa e in particolare nell’area del Mediterraneo è previsto un incremento della frequenza, tipo e intensità di eventi climatici avversi (anomalie termiche, alluvioni, tempeste, siccità ecc.) con un impatto significativo sull’ambiente, sulla salute della popolazione e sui sistemi socioeconomici. L’invecchiamento della popolazione italiana e la maggiore frequenza di malattie croniche fanno temere che nei prossimi anni nel nostro Paese si potrà verificare un sensibile aumento della frazione della popolazione suscettibile agli eventi meteorologici estremi. L’UE, nell’aprile 2013, ha pubblicato la strategia europea per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che tutti i Paesi membri sono chiamati ad adottare. L’obiettivo primario è ridurre gli oneri causati da malattie, infortuni, invalidità, sofferenza e morte correlabili ai cambiamenti climatici in atto e a quelli futuri. L’Italia è stato uno dei primi Paesi in Europa che, già dal 2004, ha attivato un Piano nazionale di previsione/prevenzione degli effetti sulla salute da eventi estremi, come le ondate di calore.

Le principali componenti di tale Piano, coordinato dal Ministero della salute e dal CCM, con il supporto della Protezione Civile, sono: attivazione di sistemi di previsione/allarme città-specifici; diffusione capillare dell’informazione sul livello di rischio; attivazione di un sistema rapido di monitoraggio e sorveglianza giornaliera degli effetti sulla salute (mortalità, ricoveri, accessi in pronto soccorso); identificazione delle persone suscettibili; definizione e attuazione di protocolli operativi per le emergenze e interventi di prevenzione sviluppati a livello locale sulla base delle Linee guida diffuse dal Ministero della salute e, infine, l’attivazione della campagna nazionale di comunicazione per la popolazione, denominata “Estate sicura”. Una recente pubblicazione documenta nelle città italiane una riduzione negli anni più recenti della mortalità a breve termine associata al caldo. Il modello adottato per la prevenzione delle ondate di calore potrà essere utilizzato per la prevenzione degli effetti da altri eventi estremi (freddo, alluvioni), per i quali a tutt’oggi non sono ancora disponibili piani di intervento per la prevenzione degli effetti sanitari.



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