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I determinanti della salute

1.6. Rifiuti

Il ciclo di produzione, trattamento e/o smaltimento dei rifiuti (ciclo dei rifiuti) in Italia nel biennio di competenza del presente rapporto riflette, dal suo peculiare punto di vista, la crisi economica di cui il Paese subisce ormai da anni la morsa.

Da un lato la quantità di rifiuti urbani prodotta su base nazionale negli ultimi anni fa registrare, infatti, una riduzione per la contrazione costante dei consumi, dall’altro la discarica rimane l’incontrastato sistema di gestione per lo smaltimento dei rifiuti, in quanto il 42,1% dei rifiuti solidi urbani è conferito in discarica a fronte del solo 12,1% dei rifiuti speciali, per i quali si privilegiano i sistemi di trattamento e recupero.

Nel 2010 il Ministero della salute ha promosso due Progetti CCM, entrambi conclusi e finalizzati a fornire basi scientifiche ai processi decisionali della sanità pubblica relativi alle politiche di gestione dei rifiuti e al processo di comunicazione con le comunità interessate e con il pubblico in generale.

Lo scopo del progetto SESPIR (“Sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento rifiuti”) era fornire metodologie e strumenti operativi per la sorveglianza dell’impatto sulla salute della gestione dei rifiuti solidi urbani. La valutazione è stata condotta nelle Regioni Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia e i risultati sono pubblicati attraverso le pagine web (www.arpa.emr.it/sespir e canale “Rifiuti e Salute” del portale www.scienzainrete.it).

Il Progetto “Salute e rifiuti: ricerca, sanità pubblica e comunicazione” ha affrontato il tema dello smaltimento illegale o comunque incontrollato di rifiuti pericolosi. Dagli studi precedentemente condotti dall’ISS emerge, infatti, un quadro complessivo a supporto dell’ipotesi di un impatto sulla salute delle popolazioni delle Province di Napoli e Caserta ascrivibile ai siti di smaltimento illegale dei rifiuti e alle pratiche di incenerimento incontrollato. Tale ipotesi è supportata dai primi risultati delle indagini di caratterizzazione ambientale condotte in prossimità di questi siti. I risultati degli studi epidemiologici in questa area oggi disponibili, inoltre, sono nel complesso coerenti con i risultati di studi svolti in contesti simili in altri Paesi.

Sulla base di questo lavoro è ora possibile rendere disponibili i protocolli di indagine relativi alla stima dell’esposizione per le popolazioni residenti in prossimità di siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e inoltre proporre i protocolli relativi a studi epidemiologici di seconda generazione da utilizzare in contesti analoghi.



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