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Il SSN: livelli di governo e politiche

2. I modelli sanitari regionali

Uno dei tratti caratterizzanti il riordino della sanità italiana è rappresentato dalla regionalizzazione del Servizio sanitario nazionale. Si osservano, infatti, situazioni regionali sensibilmente differenti tra loro anche sotto il profilo delle regole volte a disciplinare l’organizzazione e il funzionamento del Servizio sanitario regionale e i rapporti che intercorrono fra i diversi soggetti istituzionali.

Rispetto al 2011 si registra la diminuzione del numero delle Aziende sanitarie locali (ASL), passate da 145 a 143 a seguito del riordino del Servizio sanitario regionale della Regione Umbria. Si evidenzia un bacino di utenza medio per ASL di 417.379 abitanti, con un massimo rappresentato dall’Azienda Sanitaria Unica Regionale della Regione Marche (oltre 1.500.000 abitanti). Da rilevare che, a partire dall’1 gennaio 2014, è attiva nella Regione Emilia Romagna l’Azienda Unità sanitaria locale della Romagna (costituita con legge regionale n. 22/2013) operante nell’ambito territoriale dei Comuni attualmente inclusi nelle Aziende Unità sanitarie locali di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini con un bacino di utenza di oltre 1.110.000 residenti.

Per quanto riguarda l’organizzazione territoriale, sono 664 i Distretti previsti nel 2013; i bacini di utenza sono ampi, con una media nazionale di 89.887 abitanti, superando, pertanto, l’indicazione normativa prevista all’art. 3-quater del D.Lgs. 229/99 di una popolazione minima di riferimento per Distretto di 60.000 abitanti.

Risulta confermato il trend decrescente del numero di Aziende ospedaliere, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell’accorpamento di molte strutture.

Nel 2013 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 550 strutture di ricovero pubbliche, di cui il 66% è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle ASL, l’11% da Aziende ospedaliere, il 9% da Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e il restante 14% dalle altre tipologie di ospedali pubblici.