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Qualità del sistema

9. Accreditamento istituzionale

In anni recenti è stata registrata una forte spinta alla condivisione degli elementi essenziali del sistema di accreditamento, al fine di garantire equità nell’erogazione delle cure a livello nazionale e rendere più facilmente riconoscibile il nostro modello in contesti sovranazionali, soprattutto in questa fase storica interessata da importanti sfide europee in materia di cure transfrontaliere (Direttiva 2011/24/UE). La spinta alla convergenza associata alla necessità di una revisione della normativa di riferimento – evidenziata nell’ultimo Patto per la Salute – ha consentito di avviare, per il tramite di un apposito Tavolo di lavoro (TRAC), un attento confronto nazionale e interregionale, che ha portato all’elaborazione del documento denominato “Disciplinare per la revisione della normativa dell’accreditamento”. Il Disciplinare, concertato in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome con l’Intesa del 20 dicembre 2012 (Rep. n. 259/CSR), ha definito un quadro comune di riferimento per l’accreditamento delle strutture sanitarie del nostro Paese, attraverso l’identificazione di 8 criteri di qualità, 28 requisiti e 123 evidenze. L’adeguamento regionale ai contenuti del disciplinare richiederà la definizione di tempi e modalità di adeguamento e l’individuazione di criteri uniformi per il funzionamento degli “Organismi accreditanti”.

Accanto alla definizione di criteri e requisiti di accreditamento comuni e condivisi, si illustrano i risultati dell’ultimo monitoraggio, condotto nel 2013 dall’AgeNaS, sullo stato di implementazione dei percorsi di accreditamento regionali. L’analisi ha evidenziato una sostanziale immobilità del sistema di autorizzazione e accreditamento delle strutture pubbliche e un certo ritardo nella conclusione dei percorsi di accreditamento istituzionale definitivo delle strutture sanitarie e sociosanitarie private, rispetto ai termini fissati dalla legge n. 296/2006 e successive modificazioni.



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